Caso Spataro, Cascini (Csm): “Salvini non faccia il ragazzino”. Poi si scusa


Il caso Spataro-Salvini non si chiude. A provocare un nuovo picco polemico – dopo lo scontro di ieri sul tweet del ministro dell’Interno che potrebbe aver danneggiato l’inchiesta torinese sulla mafia nigeriana – è Giuseppe Cascini, capogruppo al Csm di Area (il gruppo che unisce la storica corrente di Magistratura democratica e il Movimento giustizia). “Non possiamo trascinare questo Paese
e le sue istituzioni nel mondo dei social. Non siamo ragazzini e se un ragazzino assume incarichi istituzionali bisogna fargli capire che non è più un ragazzino e che deve avere un atteggiamento consono al ruolo”. E ancora: “Il ministro dell’Interno non può permettersi di rispondere come ha fatto a un rilievo critico, fosse anche infondato. Non è ammissibile che si risponda con il dileggio, lo scherno l’irrisione nei confronti di un servitore dello Stato.  Non possiamo ridurre tutto a chi fa la battuta più veloce e dice la cattiveria più intrigante: questo lo fanno i ragazzini a scuola”. Parole pronunciate in apertura del plenum del Consiglio superiore della magistratura, provocando accese reazioni. ll laico di Forza Italia Alessio Lanzi ha chiesto l’intervento formale del vicepresidente Ermini “perché non si può parlare qui come al bar e definire ragazzino un ministro”.

Ma l’intervento di Casini non è piaciuto anche ad alcuni togati. “E’ un errore definire il ministro un ragazzino” ha osservato il capogruppo di Magistratura Indipendente Corrado Cartoni, che ha espresso anche qualche critica nei confronti di Spataro. “Anche quando il magistrato ha ragione le forme di comunicazione devono essere più sobrie possibili e in questa vicenda forse la forma di comunicazione è stata sbagliata: si poteva fare per vie istituzionali o con una telefonata al ministro”.  E dallo stesso gruppo il consigliere Paolo Criscuoli, ha avvertito: “se attacchiamo con parole sprezzanti un magistrato in un caso, un ministro della Repubblica nell’altro, concorriamo a lacerare il senso delle istituzioni”. Reazioni che hanno costretto Cascini a una precisazione: ‘Non
ho chiamato ragazzino il ministro dell’Interno – ha detto Cascini – se qualcuno ha inteso così significa che mi sono espresso male, e chiedo scusa”.

In tanti però in queste ora hanno paragonato il tweet di Salvini a un altro improvvido intervento social: quello dell’allora ministro Alfano – certo non amato dal leader del Carroccio – sul caso dell’omicidio di Sara Gambirasio.


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Mario Calabresi
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