Cina, He e Dai: storia di una tragedia con debiti, morte simulata e suicidio


WUZHEN – “Ci eravamo promessi di invecchiare insieme. Come posso lasciarti andare da solo? Amore, tua moglie viene insieme a te. Tutto quello che voglio è che la nostra famiglia stia insieme”. L’ultimo messaggio di Dai Guihua, 31 anni, pubblicato sul profilo WeChat, lasciava presagire la tragedia. Appena lo ha letto suo marito He Zhi si è precipitato a casa. Ma era già troppo tardi: la giovane moglie si era annegata in uno stagno, portando con sé i loro bimbi, Xixi, 4 anni, e Xinxin, 2. Lei lo credeva morto, non poteva pensare di andare avanti da sola. E invece quella di He era una truffa, un decesso messo in scena per far incassare alla famiglia i soldi dell’assicurazione, con cui ripagare i debiti accumulati negli anni per curare l’epilessia della figlioletta.

È una storia straziante quella di He e Dai, che un’inchiesta del magazine Caixin ha ricostruito nei dettagli, offrendo lo spaccato di una Cina profonda abbagliata dalla ricchezza di Pechino, Shanghai o Shenzhen, ma dove basta una malattia a spingere una famiglia a un passo dal baratro. O oltre.

He e Dai abitavano a Xinhua, piccolo centro rurale dell’Hunan, Cina del Sud; si erano sposati nel 2013; il primogenito Xixi è arrivato nel 2014, la secondogenita Xinxin un anno dopo; nel 2016 pubblicavano entusiasti su WeChat la foto della loro prima automobile, immaginando che sorprese avrebbe riservato loro la vita. Come se l’erano potuta permettere, visto che lo stipendio da autista di He bastava a malapena per uno spoglio appartamento di due stanze? Come molti cinesi: chiedendo una serie di prestiti alle piattaforme di credito online.

Forse la spirale di debiti era già iniziata, per provare a vivere oltre le proprie possibilità. Di sicuro è precipitata nel 2017 quando la figlia Xinxin, spenta la prima candelina, ha avuto il primo attacco: epilessia. In Cina le cure per malattie del genere non sono coperte: migliaia di yuan al mese, centinaia di euro. In due anni, ha ricostruito l’inchiesta di Caixin, He ha contratto 132 prestiti su 58 diverse piattaforme di credito, Dai altri 25. Fino a quando il loro fardello ha sfondato i 100mila yuan, oltre 10mila euro, anni di stipendi da autista, in una città dove una corsa costa meno di un euro.

Così a settembre He, all’insaputa della moglie, ha progettato e messo in atto il suo piano. Ha firmato un’assicurazione sulla vita indicando lei come beneficiaria, circa 100mila euro, le ha mandato un messaggio di scuse e poi ha guidato la macchina dentro un fiume, saltando fuori all’ultimo momento. Morto, probabilmente, anche se il corpo non si trovava. Mancava da 22 giorni, quando Dai ha pubblicato quell’ultimo messaggio sui social, “non posso lasciarti andare da solo”. L’ha letto anche He, correndo verso casa dal luogo in cui si era nascosto, nel Guizhou, a 400 chilometri di distanza.

Troppo tardi: anche il suo strazio è pubblicato sui social. Qualche ora dopo si sarebbe consegnato alla polizia.

 


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Mario Calabresi
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