Congresso Pd, Calenda: “Facciamo un time out: via a un tavolo per organizzare l’opposizione”


ROMA – Andare avanti? Fermarsi a riflettere? Aspettare le mosse di Renzi? Insomma: congresso sì o congresso no? Il caso Minniti, la sua decisione abbandonare la corsa aper primarie del Pd, continua a far discutere la comunità dem. E se il senatore Stefano Ceccanti invita a lavorare per “sostituire” velocemente la candidatura dell’ex ministro degli Interni con quella di “un altro esponente dell’area riformista”, Carlo Calenda lancia via twitter la sua proposta: Credo sia venuto il momento di un time out. Gentiloni, Renzi, Zingaretti, Martina e Bonono dovrebbero sedersi intorno a un tavolo (non da pranzo) per capire davvero cosa vogliamo fare nei prossimi mesi: Opposizione e Europee. Non mi pare così difficile”.

Una tregua. Che Calenda ha già invocato più volte, a partire dall’ormai celebre invito a cena. E l’ex ministro allo Sviluppo Economico chiarisce, negandole, anche le voci che lo vedono attivo per costruire un nuovo movimento politico: “Nonostante l’insistenza degli stessi dirigenti di Pd – “fai un partito e poi ci alleiamo” – non ho intenzione di farne uno. Ho sempre detto e ripetuto che non credo ai partiti personali. Altra cosa è lavorare per costruire un ampio Fronte democratico per le europee”. Un fronte che nelle intenzioni di Calenda dovrebbe includere +Europa, Pizzarotti, Pd altre esperienze civiche, personalità della rappresentanza etc.”.

Ma ad agitare i giorni della comunità dem ci sono soprattutto le preoccupazioni su un eventuale abbandono di Matteo Renzi. L’ex segretario nega di lavorare alla costruzione di qualcosa “fuori dal Pd”. Ma i commenti non mancano. A partire da quello del sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Se mi chiedete se Matteo Renzi lascerà il Partito democratico credo che prima o poi avverrà, perché questa situazione tirata così a lungo non fa bene a nessuno”. Ancora: “Per il Pd non è una buona cosa che Renzi lasci, ma continuare in questo rapporto logorato è difficile. Posso capire Renzi dal punto di vista umano perché quanto ti guardi intorno e non vedi tanti amici ti viene voglia di cambiamento”.

 


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica




LINK UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml