Crisi di governo, Casellati: “Se capigruppo non unanime, decide l’Aula”


La crisi di governo entra a Palazzo Madama, dove alle 16 sarà convocata la conferenza dei capigruppo che dovrà fissare la data del dibattito – e del voto – parlamentare sulla mozione di sfiducia presentata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini nei confronti del premier Giuseppe Conte. Ma la presidente del Senato Elisabetta Casellati avverte: se la capigruppo non approderà a una decisione unanime, la parola verrà data all’Aula: “La convocazione dell’Assemblea, nell’ipotesi in cui il calendario dei lavori non venga approvato in capigruppo all’unanimità, non costituisce forzatura alcuna, ma esclusivamente l’applicazione del regolamento”, afferma Casellati. “L’art. 55, comma 3, prevede infatti che sulle proposte di modifica del calendario decida esclusivamente l’Assemblea, che è sovrana. Non il presidente, dunque”, aggiunge, sottolineando che il “rispetto delle regole” è a “garanzia” dei cittadini.

SCHEDA: Che cosa succede ora

E mentre prende corpo una possibile scissione nel Partito Democratico, il M5s riunisce i gruppi parlamentari per fare il punto su timing e linea da seguire durante la crisi di governo. Ma i più si dichiarano ancora increduli sui motivi dello strappo di Salvini. Come il sottosegretario Carlo Sibilia, che su Facebook scrive:  “La Lega dice di avere già la manovra economica pronta. Tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani. Pace fiscale con Equitalia. Nessun aumento dell’Iva. Allora perché hanno mollato tutto? Noi concordiamo su questi punti e li avremmo sostenuti. Forse perché per fare queste cose hanno deciso di inserire la patrimoniale e nuove tasse? Mi sa tanto di promessa berlusconiana. Del resto stanno tornando tutti insieme in un’orgia truffaldina 2.0”. Mentre la vicepresidente pentastellata del Senato Paola Taverna aggiunge ai microfoni del Gr1: “È una crisi totalmente incentrata sull’egocentrismo del ministro Salvini che vuole tornare alle urne; la trovo di un cinismo pazzesco”.

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“Se Cinque Stelle, Pd e Misto sono scaltri, Salvini non potrà vincere questa partita e umiliare il Parlamento col suo 17% di voti”, scrive su Facebook Pietro Grasso, senatore di Leu. E spiega come evitare il ‘blitz salviniano’ sul calendario con un semplice calcolo: “Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla. Basterà contarsi prima: se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22). Se invece sono di più, semplicemente se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l’Assemblea. In questo modo Salvini, ogni giorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione, per ora”.

 


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Carlo Verdelli
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