Crisi di Hong Kong, la Cina fa sfoggio di potenza militare al confine


HONG KONG – Migliaia di uomini della polizia militare cinese hanno sfilato in uno stadio a Shenzen, al confine con Hong Kong. Nello stadio, secondo quanto accertato da un cronista della France Press, c’erano anche veicoli armati per il trasporto di truppe, il che accresce i timori di un intervento militare cinese nel territorio.

Questo sfoggio di mezzi e potenza militare – anticipato dallo stesso regime – arriva dopo più di 10 settimane di proteste pro-democrazia nell’ex colonia britannica, spesso sfociate in violenti scontri tra i manifestanti e la polizia.

Intanto un leader della protesta degli ombrelli, Benny Tai, arrestato per i disordini, è stato rilasciato su cauzione, ma non può lasciare la città.

All’aeroporto di Hong Kong situazione torna normale

La situazione all’aeroporto internazionale di Hong Kong è tornata alla normalità dopo le proteste di questi ultimi due giorni che hanno costretto alla cancellazione di circa 979 voli.

L’Airport Authority, ha spiegato il Ceo Fred Lam, ha ottenuto un’ingiunzione temporanea che impedisce ai manifestanti di entrare in alcune aree dello scalo. Attualmente non ci sono più manifestanti nel terminal e diversi checkpoint sono stati installati.

Solo il personale dell’aeroporto e i passeggeri in partenza con biglietti aerei o carte d’imbarco per le prossime 24 ore e documenti di viaggio validi saranno ammessi nei terminal.

Trump chiede incontro a Xi Jinping 

Il presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto un incontro con l’omologo cinese, Xi Jinping, per parlare di Hong Kong. “Conosco molto bene il presidente cinese Xi. È un grande leader che ha un grande rispetto per il suo popolo. E’ anche un uomo buono nelle situazioni difficili. Non ho dubbi che se vuole risolvere il problema di Hong Kong in modo rapido e umano, può farlo”, ha twittato il presidente Usa, che conclude il messaggio con una frase, “Personal meeting?”, che sembra una esortazione ad un vertice con il collega cinese.

Gli Usa hanno espresso “forte preoccupazione” per la concentrazione di militari cinesi al confine con l’ex colonia britannica e allo stesso tempo hanno condannato la violenza nelle proteste e hanno esortato le due parti alla “moderazione”.


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Carlo Verdelli
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