Ecco come sarebbe la prescrizione con la nuova legge


Nuove regole sulla prescrizione, ma solo a partire dal 2020.

Il Guardasigilli Bonafede parla di riforma epocale. Ma è così? E perché la norma sulla prescrizione non entra in vigore subito?
Nella legge da lui battezzata “spazzacorrotti” inserisce poche righe che rivoluzionano la prescrizione. Sotto due profili. Il primo: il termine di prescrizione decorrerà, come adesso, “per il reato consumato, dal giorno della consumazione e per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole”. Invece, e questo fa arrabbiare gli avvocati, “per il reato permanente o continuato”, cioè per i reati ripetuti più volte oppure diversi ma riconducibili “a un medesimo disegno criminoso”, l’orologio della prescrizione partirà “dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione”, cioè dall’ultimo reato commesso. Ma è il secondo comma quello che fa più discutere: “Il corso della prescrizione rimane sospeso dalla pronuncia della sentenza di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza”. E questo sia per chi è condannato, sia per chi è assolto. Molti giuristi dubitano che nel secondo caso ciò sia ragionevole.

Approvata la legge, la norma resterà congelata in attesa di un pacchetto di altre riforme sul processo penale. Perché il ministro non lo considera un danno?

Perché comunque le nuove regole, una volta approvate, non si possono applicare subito. Esse non valgono per tutti i reati commessi prima dell’approvazione della legge, ma solo per quelli commessi in seguito. Secondo i calcoli di via Arenula, il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado potrebbe avere effetto non prima di tre anni.

Quindi Bonafede, nel compromesso con Salvini e la Lega, ha “ceduto” solo un anno?

In pratica sì. Anziché tre anni, potranno essere due. Ma in realtà, calcolando i tempi ordinari delle investigazioni e del processo, potrebbero essere molti di più. Perché la prescrizione scatta quando viene commesso un reato. Che però dev’essere scoperto. In un caso di corruzione ciò può richiedere degli anni. A quel punto bisogna fare le indagini e scoprire i colpevoli. Se il gip sottoscrive l’atto d’accusa del pm, dal rinvio a giudizio si passa al processo di primo grado. Che deve farsi e chiudersi. Se ci sono molti imputati i tempi si allungano. Una stima di soli tre anni per la prima applicazione della legge è sicuramente in difetto. Più verosimile che gli effetti partano dal 2024″

Dunque è una norma manifesto?

Come dice l’ex pm Piercamillo Davigo c’è il rischio che passino molti anni prima di vederla applicata. Bonafede la definisce una “cornice indispensabile”; Salvini è convinto che comunque i processi i processi non si allungheranno.

Intanto che succede della prescrizione dei singoli reati?

L’attuale prescrizione, stabilita per ogni reato dalla regola che la calcola come il massimo della pena, sarà sempre in vigore. E quindi, come accade già ora e come i numeri dimostrano, molti reati andranno a “morire” prima che si arrivi al processo, perché non supereranno la fase delle indagini preliminari.

Chi oggi è già sotto processo deve temere la futura prescrizione?

No, senza alcun dubbio, perché le nuove regole si applicheranno solo ai reati commessi dopo l’entrata in vigore della nuova legge.

 

Quando Bonafede parla di riforma “epocale e chirurgica” del processo a cosa si riferisce?

Il ministero è avaro di dettagli, ma da indiscrezioni si può intuire che le riforme proseguiranno la strada aperta dalla legge sul processo penale dell’ex Guardasigilli Orlando e da relazioni di commissioni di studio come quella dell’ex presidente della Cassazione Canzio: drastico intervento e stretta sul sistema dei ricorsi in appello e alla Suprema corte; blocco delle tecniche ostruzionistiche messe in atto dagli avvocati; non obbligo di rinnovare il dibattimento in caso di sostituzione di un giudice.

Il processo di appello sarà abolito?

È molto improbabile. Ma ci potrà essere una stretta sulla casistica dei ricorsi.

L’annuncio di nuove assunzioni di magistrati e cancellieri è realistico?

Bonafede conta sui 500 milioni ottenuti nella legge di bilancio. Ma, anche in questo caso, ci vorrà il tempo tecnico, di solito non breve, per espletare i concorsi. Una previsione? Se va bene due anni.

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Mario Calabresi
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