Emmanuel Macron, lettera ai francesi: “Trasformiamo insieme la collera in soluzioni”


PARIGI – In una lunga lettera indirizzata ai francesi, anticipata stasera dai media francesi, domani il presidente Macron spiegherà le modalità del dibattito nazionale annunciato a metà dicembre, e che durerà fino a metà marzo, in cui il governo tenterà di dare risposte al movimento di protesta dei gilet gialli che da settimane sta mettendo in crisi la Francia. La chiave è “trasformare la rabbia in soluzione”, dice Macron nella lettera in cui più volte invita i cittadini francesi a tornare a dialogare abbandonando le frange violente del movimento. Il primo ministro Edouard Philippe presenterà l’iniziativa governativa nel dettaglio.

“La consultazione nazionale è un momento essenziale e molto utile al nostro paese. E’ una grande opportunità, ma ciascuno deve prendere la propria parte di responsabilità, di rischio e di incertezza”, ha detto Macron. Martedì 15 sarà il presidente in persona a dare il via ufficiale dal comune di Grand Bourgtheroulde (Eure), dove dialogherà con 600 sindaci ed eletti della Normandia. Per timore di manifestazioni violente è stato predisposto un ingente dispositivo sicurezza. Il secondo appuntamento sarà per il 18 gennaio a Souillac (Lot). Macron ha già annunciato che prenderà parte a una decina di dibattiti con sindaci in 13 regioni diverse.

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 Macron afferma di “condividere l’impazienza” di chi oggi è “insoddisfatto o arrabbiato” per “le tasse troppo alte, i servizi pubblici troppo distanti, gli stipendi troppo bassi”. Ma la “condizione” è di “non accettare alcuna forma di violenza”.

Tema numero uno, le tasse: “Come rendere il nostro fisco più giusto ed efficace? Che tasse bisogna abbassare prima delle altre?”, chiede il presidente. E “quali tagli?”. Quali “servizi pubblici possono essere eliminati perché superati o inutili”, e “quali i nuovi bisogni di servizi?”.

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Si passa poi al secondo tema del dibattito: l’organizzazione dello Stato e degli enti pubblici. “Più decentralizzazione? Come vorreste migliorare l’azione dello stato? Dell’amministrazione?”. Poi il delicato argomento della “transizione ecologica”: “Come la finanziamo? Con tasse? Imposte? Chi deve essere coinvolto per primo?”. E scendendo nel particolare, “come sostituire la vecchia caldaia, o la vecchia automobile?”.

Nel quarto capitolo, relativo ai temi della democrazia e della cittadinanza, trovano posto domande sul numero dei parlamentari, sulla riforma delle istituzioni, sulla democrazia partecipativa, con una domanda specifica sul “maggior ricorso al referendum” e su “chi debba averne l’iniziativa”, un tema diventato la prima richiesta dei gilet gialli. C’è spazio anche per l’immigrazione: “Cosa proponete per migliorare l’integrazione nella nostra Nazione? In tema di immigrazione, una volta soddisfatti i nostri obblighi di asilo, pensate che dovremmo fissarci obiettivi annuali definiti dal Parlamento? Cosa proponete per rispondere a questa sfida che durerà nel tempo?”.

“La coesione nazionale non si ritroverà in un giorno. Ci vorrà molta determinazione, umiltà e pazienza” ha avvertito Macron, chiedendo ai suoi concittadini la massima partecipazione per “un dibattito vero”. “Le vostre proposte permetteranno di costruire un nuovo contratto per la Nazione, di strutturare l’azione del governo e del Parlamento, ma anche le posizioni della Francia a livello europeo e internazionale. Vi riferirò direttamente nel mese successivo alla fine del dibattito”.


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Mario Calabresi
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