Francia, i giles gialli danno “l’assalto finale” a Macron: timori per le violenze in piazza



PARIGI – La polizia francese ha fermato 34 persone a Parigi, a poche ore dall’inizio dei raduni in tutto il paese dei “gilet gialli”, che hanno promesso per oggi “l’assalto finale” alla politica di Emmanuel macron. Si tratta, ha riferito una fonte giudiziaria, di manifestanti provenienti dall’area della capitale francese, trovati in possesso di maschere, fionde, e martelli.

I ‘gilet gialli’ torneranno nelle piazze francesi per il loro quarto atto di una protesta contro il governo che fonti di Eliseo hanno definito “un tentativo di golpe”.

Sono stati, ieri, il premier Edouard Philippe e il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ad annunciare una mobilitazione delle forze dell’ordine senza precedenti che coinvolgerà 89 mila agenti e una decina di mezzi blindati della Gendarmeria, specializzati a far fronte alle barricate.      

A portare alle stelle la tensione, già altissima, le immagini degli agenti di polizia che giovedì hanno arrestato 151 studenti del liceo di Mantes-la-Jolie, nella periferia di Parigi, e li hanno tenuti ammanettati in ginocchio in un giardino. Scatti che hanno “sconvolto” anche il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, e spinto il Difensore dei diritti ad aprire un’inchiesta. 

Il ministro non ha nascosto che gli scontri potrebbero essere ben più gravi di quelli di sabato scorso: il timore è che i manifestanti, quelli più violenti, facciano ricorso all’uso di armi per ferire, o addirittura uccidere, i poliziotti. E gli agenti non nascondono la loro preoccupazione che temono di essere “costretti a sparare” per respingere gli assalti dei manifestanti. “Di fronte alla violenza sistematica, organizzata, le nostre forze risponderanno con forza”, ha avvertito Castaner.

Le autorità si aspettano solo poche migliaia di persone, ma persone molto violente: “Queste ultime tre settimane hanno dato alla luce un mostro, che è sfuggito ai suoi genitori”.

Parigi si barrica in casa, chiusi tutti i musei

I principali monumenti e musei della capitale francese rimarranno chiusi, a cominciare dal Louvre, la Tour Eiffel, Arc de Triomphe e l’Opera. Il sindaco, Anne Hidalgo, ha spiegato che sono state ritirate circa 2mila elementi di arredo urbano (panchine, segnaletica stradale) per evitare che possano essere usate come oggetti contundenti. E sono date annullate decine di partite di calcio in tutto il Paese, eventi festivi e anche altre manifestazioni programmate da tempo.

Alla vigilia una delegazione di ‘gilet gialli liberi’, ala moderata del movimento di protesta, aveva incontrato Philippe e riferito, successivamente di aver trovato il capo dell’esecutivo “attento, cosciente delle problematiche, in ascolto”. Ora, aveva aggiunto, è il momento che il presidente Macron prenda la parola, una richiesta ribadita anche da altri membri del movimento di protesta. Per Jacline Mouraud, portavoce dei ‘gilet gialli liberi’, “è necessario che Macron si esprima, che sia il presidente di tutti i francesi”.

Da quando è tornato dal G20 a Buenos Aires, il presidente francese ha mantenuto il silenzio, neanche dopo che Philippe ha annunciato la moratoria per tutto il 2019 dell’innalzamento della tassa sui carburanti. Macron ha fatto sapere che interverrà sulla crisi dei ‘gilet gialli’ solo a inizio della prossima settimana per evitare di buttare “benzina sul fuoco” prima della manifestazione di oggi.

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Mario Calabresi
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