Germania, la “nuova Angela” apre ai rivali nella Cdu


AMBURGO – Dopo aver scelto di nuovo una presidente donna, Annegret Kramp-Karrenbauer, la Cdu ha dato un altro segnale: ha nominato segretario generale il leader dei Giovani, il trentatreenne Paul Ziemiak. Proprio su indicazione della nuova leader del partito, che ha voluto mandare un segnale di distensione ai suoi avversari: Ziemiak è stato critico in passato con le politiche sui profughi di Merkel ed è considerato molto vicino a Jens Spahn e a Friedrich Merz, sconfitti nel voto di ieri. 
 
Ma tra le fila dei sostenitori di Merz si è diffuso un enorme malumore quando il finanziere, sconfitto venerdì da AKK, non si è candidato per alcun posto ai vertici del partito. Carsten Linnemann, leader dell’influente associazione dei piccoli e medi imprenditori della Cdu, il “Mittelstand”, gli ha addirittura rivolto un appello dal palco del congresso, “caro Friedrich, per favore, resta con noi. Abbiamo bisogno di te”. Ma finora Merz non ha dato alcun segnale di voler rinunciare ai suoi incarichi nella finanza se non per un posto da capo del partito. E un delegato dell’Assia, a microfoni spenti, lo interpreta come “l’ennesimo atto della sua arroganza e la prova che c’è stato un davvero un ritorno del ‘Patto delle Ande'”. 
 
Quindici anni fa alcuni big del partito si erano coalizzati contro Merkel e avevano formato il cosiddetto ‘Patto delle Ande’: tra di essi l’ex governatore dell’Assia, Roland Koch (fatto fuori da Merkel come possibile concorrente, esattamente come Merz). Il deputato racconta che Koch avrebbe telefonato nelle scorse settimane a molti delegati assiani per caldeggiare la candidatura dell’antimerkeliano – ed ex membro del ‘Patto delle Andè – Merz. Anche il discusso endorsement di Wolfgang Schaeuble al lobbyista di Blackrock farebbe parte di questa sorta di congiura per detronizzare la cancelliera.
 
In ogni caso, a margine dello storico congresso che ha avviato l’era post-Merkel, è un politico navigato come Elmar Brok (ex Patto delle Ande anche lui, ma da anni vicinissimo a Merkel) a offrire un’interpretazione dei risultati. A Repubblica l’europarlamentare conservatore spiega che “con queste scelte la Cdu resta un partito del centro, non diventa un partito degli interessi economici e non scivola a destra”, come prospettato da Friedrich Merz, bensì “resta una Volkspartei, un partito di massa”. E Brok non pensa neanche che AKK sarà poco attenta all’Europa: “Annegret Kramp-Karrenbauer è stata un’ottima governatrice della Saar e sull’Europa è chiaramente a favore di una maggiore integrazione della Difesa: sarà una leader europeista”. 
 
 

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Mario Calabresi
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