Governo, scontro a tutto campo fra Salvini e Di Maio. Il leader leghista attacca l’Europa e il Papa


Matteo Salvini si sveglia è cerca di allontanare da sè spiacevoli accostamenti ad Adolf Hitler. Luigi Di Maio invece si mette alla testa della guerra mediatica lanciata contro il nuovo nemico: la Lega. Il giorno dopo, con la crisi di governo parlamentarizzata e in attesa delle decisioni delle capigruppo di Camera e Senato gli ex alleati vanno allo scontro sui tempi e modi della crisi. E di questo parla il leader leghista a Matera. “Mi aspetto che il Parlamento si esprima il prima possibile e non dopo Ferragosto”. dice.  Intanto Mattarella osserva con attenzione, mentre i due vicepremier del governo appena caduto, si scontrano con rinnovata virulenza. Con il Pd alle prese con le sue divisioni interne che prevederebbero un segretario che vuole il voto e l’opposizione renziana alla ricerca di un accordo con i grillini. Uno scenario quest’ultimo che preoccupa molto Salvini.

Salvini, appena sveglio, data un’occhiata ai giornali, se la prende subito con i tedeschi. La piccola contestazione subita ieri a Policoro con insulti e il lancio di una bottiglietta di acqua che lo ha raggiunto, è archiviata.  “Il tg del primo canale pubblico tedesco sostiene che ‘Salvini premier sarebbe da pelle d’oca’. In Europa si devono rassegnare: l’Italia ha rialzato la testa e vuole decidere liberamente del proprio futuro”, twitta il vicepremier. Poi, lancia un altro cinguettio: “Non siamo più negli anni Trenta, nel nostro Paese non ci sono Hitler all’orizzonte e chi governa in Italia lo decidono gli italiani”.

Sembra di capire che se la prende con Papa Francesco che ieri aveva detto: “Io sono preoccupato perché sento dei discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. “Prima noi. Noi, noi’. Sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un Paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”.

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Ma il fronte più caldo è quello aperto contro gli ex alleati, passati a nemici nel giro di poche ore. A loro dedica un altro tweet: “Agli insulti di grillini e kompagni rispondiamo solo con la forza delle nostre idee. Bacioni e prima gli italiani”, scrive il leader leghista. Gli altri però non vogliono fare solo da bersaglio. E passano al contrattacco pesante. “In queste ore mi sembra che siano proprio in preda al panico, provano ogni giorno in tutti modi ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una scelta che è stata fatta per puro egoismo. La Lega ha buttato giù l’unico governo che in un anno ha resistito a lobbies e poteri forti. Che ha approvato la legge anti-corruzione più punitiva d’Europa e ha iniziato ad aiutare pensionati, poveri e precari. E forse lo ha fatto cadere proprio per questo: quando i sondaggi gli hanno detto che poteva staccare, lo hanno fatto. Così la Lega potrà tornare a difendere gli interessi di Autostrade e simili”, scrive Luigi Di Maio su Facebook.

Queste cose nella storia si pagano: l’ho detto anche nell’ultima telefonata a Salvini prima della fine. La superbia non ha mai portato lontano nessuno” – continua il capo politico dei grillini. Che ha anche grossi problemi al suo interno. I retroscena sul M5S recitano che il posto di candidato premier dovrebbe andare a Giuseppe Conte, mentre il compito di guidare la campagna elettorale sarebbe assegnato ad Alessandro di Battista. E Di Maio sembra mettere allora le mani avanti: “Qualcuno mi dirà: ‘te l’avevamo detto – scrive – Io rispondo che avevamo formato questo governo per fare cose per gli italiani. E infatti quando stavamo per abolire la prescrizione, riformare la giustizia e far saltare le concessioni ai Benetton, guarda caso hanno fatto cadere tutto. Questi palazzi sono un mondo in cui ti dicono che se non sei malvagio non vai da nessuna parte. Potranno ripetercelo all’infinito, ma non riusciranno a convincerci mai. Mai. Siamo brave persone e lo resteremo sempre”, aggiunge. Un messaggio che sembra diretto a Di Battista, Casaleggio, Bugani.

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Di Maio parla anche del presunto accordo con il Pd.  “Ora, siccome la Lega è in difficoltà,  – dice – ha iniziato a buttarla in caciara con un fantomatico inciucio Pd-M5S”, aggiunge. “Gli italiani stanno affrontando una crisi di governo assurda voluta dalla Lega. Evidentemente in questo anno la Lega ha passato il tempo a controllare i numeri dei sondaggi”. Dunque il capo politico grillino nega ogni possibilità d intesa con il Partito democratico. E lo stesso stop a questo voci arriva anche dalla segreteria dem. “Non esistono le condizioni politiche
per un altro governo, almeno con il Pd: è la linea che la direzione nazionale ha approvato 15 giorni fa all’unanimità”, dice la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli, a Rainews24. E una smentita arriva anche da Matteo Renzi:  “Io non faccio accordicchi segreti, io parlo con interviste, con interventi, con post. Capitan Fracassa ha paura: paura di me, ma soprattutto paura di noi. E fa bene a essere impaurito perché l’Italia civile è più forte del suo odio e della sua macchina da propaganda rimasta senza soldi”, dice l’ex premier. Che però poi dice: “Quando si parlerà in Senato e anche sui giornali, sui social, nelle piazze io dirò quello che penso sull’aumento dell’Iva, sulla riduzione del numero dei parlamentari, sul chi deve gestire le elezioni dal Viminale e da Chigi”. E quell’accenno alla riforma costituizonale, indcata come la premessa dell’accordo fra grillini e dem, sembra contraddire la sua chiusura ad un governo con Di Maio
 


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