La rete neurale che scopre le leggi della natura


L’intelligenza artificiale fa parte delle nostre vite. La utilizziamo quotidianamente attraverso smartphone e computer per cercare informazioni, visualizzare indicazioni stradali, o interagire con i social media. È diventato addirittura normale parlare con le intelligenze artificiali che “animano” questi dispositivi, che assomigliano sempre più a veri e propri assistenti personali. Ma fin dove può spingersi l’intelligenza artificiale? Potrà mai arrivare alle vette di pensiero umano? Sono domande complesse e profonde, ma voglio raccontarvi qualcosa di nuovo e affascinante che sta emergendo dall’applicazione dell’intelligenza artificiale alla fisica fondamentale, dei nuovi risultati che mi sembra offrano una prospettiva interessante sull’unicità dell’intelligenza umana.

Un gruppo di ricerca formato da studiosi del politecnico di Zurigo ha recentemente messo a punto una rete neurale, SciNet, che sembra poter imparare a partire dai dati osservativi le leggi della fisica che regolano un certo sistema. SciNet fa quello che farebbe un fisico: cerca delle regolarità nei dati, e individua delle leggi matematiche per spiegarle ed effettuare delle predizioni. E ha raggiunto alcuni risultati sorprendenti: quando per esempio i ricercatori le hanno fornito i dati relativi alla posizione in cielo di Marte e del Sole, ha scoperto il modello eliocentrico del sistema solare, raggiungendo in poco tempo la scoperta che ha regalato fama immortale a Copernico.

Intanto, due ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un’intelligenza artificiale dall’ambizioso nome, AI Physicist, che ha già imparato diversi trucchi del mestiere usati dai fisici per descrivere sistemi complessi. È guidata dagli stessi principi di semplicità, eleganza e unificazione che un fisico impara nel corso della sua formazione. Questo le ha permesso di risolvere una ampia varietà di problemi, che includono interazioni gravitazionali, elettromagnetiche, moto armonico e collisioni elastiche. Riusciranno SciNet, AI Physicist e i loro simili a raggiungere e superare i fisici umani? Il nuovo Einstein sarà un’intelligenza artificiale? È presto per dirlo, ma più tempo passa, più sembra evidente che avrebbe poco senso opporsi all’avanzata delle nuove tecnologie. E che l’unica strategia vincente sia adottarle come alleate per diventare migliori come fisici e, perché no, magari anche come esseri umani.


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Mario Calabresi
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