La trincea di Davide Barillari, M5s: “Beppe? Quell’appello non lo avrei firmato”


Per Davide Barillari è tutta colpa “del professor Guido Silvestri e della corrente ipervaccinista che tanti problemi ha creato al Movimento”. Parla della senatrice Elena Fattori, ma anche di chi porta avanti l’attuale disegno di legge al Senato: “Spero cambi: invece che tornare a un sistema di raccomandazione pre-Lorenzin, mantiene un obbligo flessibile e non riforma il sistema vaccinale nel complesso. Mi riferisco a chi produce i vaccini, ai conflitti di interesse di chi li promuove, alle carenti informazioni fornite a chi li fa. E alla mancanza di una vaccinovigilanza attiva post inoculo. Il tema della sicurezza”.

Che effetto le ha fatto la firma di Grillo sul manifesto per la Scienza promosso da Guido Silvestri e Roberto Burioni?
“Mi sono sentito chiamato in causa perché sono temi su cui lavoro da anni. E credo che Silvestri e Burioni, come l’ex direttore dell’Istituto superiore di sanità Ricciardi, siano pieni di conflitti di interessi”.

Si è sentito tradito?
“Sono strumentalizzazioni della stampa. Grillo ha precisato che è contrario all’obbligo”

Ma lei avrebbe firmato?
“No. La nostra linea è sempre stata quella di una vaccinazione consapevole e responsabile, che segue le nuove teorie scientifiche”.

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Il mondo scientifico è schierato a favore dei vaccini, che non ritiene rischiosi, ma necessari. Di quali nuove teorie parla?
“La mia legge prescrive alti livelli di sicurezza: bisogna sapere chi produce i vaccini, i loro contenuti. Poi valutare i conflitti di interesse. Puntare sull’anamnesi del paziente per ridurre al minimo il rischio di danno da vaccino, che esiste. E non è detto che gli attuali dieci siano tutti necessari, dipende dal reale rischio cui una persona è esposta. Il decreto Lorenzin è stato una violenza e un’imposizione politica, non scientifica”.

Si è mai posto il problema dei bambini immunodepressi, che rischiano più di tutti dal diffondersi di epidemie?
“Ma perché si parla di loro solo da un anno? E chi lo dice che c’è un’epidemia? Ci sono stati dati falsati, la cosiddetta scienza ha ricattato la politica e si è arrivati all’obbligo. Il rapporto deve cambiare”.

Come?
“La scienza deve essere democratica”.

Questo significa che chi non ha competenze deve essere messo sullo stesso piano di chi ha studiato anni?
“Io non sono uno scienziato, ma devo fare scelte politiche. Non è possibile che i medici che pongono dubbi sui vaccini siano radiati”.

Magari sono radiati perché le loro teorie sono considerate pericolose, non crede?
“Non è così”.

Il morbillo ha avuto picchi che non si vedevano da anni.
“La recrudescenza, temporanea, non è dovuta alla copertura vaccinale, basta studiarne l’andamento negli anni”.

Lei crede che i vaccini causino l’autismo? Circostanza smentita da numerosi studi scientifici?
“L’autismo sta aumentando in maniera esponenziale, sulle cause bisogna lavorare molto”.

Non mi ha risposto. Crede che sia causato dai vaccini?
“Non posso escluderlo. Vorrei avere la prova che non sia così. Di certo dieci vaccini insieme hanno un maggior impatto sul sistema immunitario”.

Ha detto lei stesso che non è uno scienziato. Perché non affidarsi a chi fa queste valutazioni per mestiere?
“Nessun farmaco è sicuro al cento per cento. Servono studi approfonditi e indipendenti”.

In che senso indipendenti?
“Ci sono tantissime forme di finanziamento diretto e indiretto dei ricercatori, che spesso fanno pubblicazioni per case farmaceutiche. I vaccini sono in fascia C, lo Stato li compra senza contrattazione. La cosa migliore sarebbe se li producessimo noi, con più controllo e minori costi”.

Siamo al complotto delle case farmaceutiche. Grillo potrebbe darle del “terrapiattista”.
“Ho pubblicato un contromanifesto. Le scelte scientifiche non possono pesare così tanto sulla politica. Non è possibile che si scateni una caccia alle streghe su chi pone dubbi”.


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