“l’Italia è di fatto in campagna elettorale”. E l’Autorità avverte le tv: massimo pluralismo


ROMA – L’Italia, di fatto, è già in campagna elettorale. Ne è convinta l’Autorità per le Comunicazioni, garante della par condicio, che fa una mossa preventiva. Per la prima volta nella sua storia, l’Autorità invita preventivamente le emittenti televisive – pubbliche e private, gratuite o a pagamento – al pieno rispetto del pluralismo informativo, vista la delicatezza del momento che il Paese attraversa.

Nella sua lettera di oggi agli editori tv, l’Autorità spiega che fatti – “imprevisti e imprevedibili” – portano l’Italia in una fase di grande incertezza. E tra le ipotesi “immediatamente possibili” c’è anche quella di una campagna elettorale tra le più aspre nella storia della Repubblica.

Proprio per questo, l’Autorità – preventivamente – chiede alle emittenti di rispettare quei principi di “pluralismo e parità di trattamento” che sono in vigore anche prima di una campagna elettorale formalmente in corso. Principi che sono scritti in una delibera dell’Autorità del lontano 2006 e anche negli articoli 3 e 7 del Testo Unico (dove sono raccolte tutte le norme sul settore televisivo).

In particolare, l’Autorità chiede una “presentazione veritiera dei fatti” che permetta gli italiani di formarsi una libera opinione. Non solo: tutte le forze politiche devono avere accesso alla trasmissioni di informazione in una regime di “parità di trattamento”. Anche i  programmi di approfondimento – i famosi talk – sono tenuti a rappresentare “tutti i punti di vista”.

Queste regole del gioco – avverte ancora l’Autorità – si faranno ancora più stringenti nel caso la campagna elettorale venisse aperta formalmente, a partire dai 30 giorni che precederanno direttamente la campagna.

Infine l’Autorità avverte che il suo monitoraggio – sempre presente – si farà se possibile più puntuale. Nel caso un telegiornale o un programma dovesse ledere la par condicio, sulla base della sua vigilanza l’Autorità deciderà misure “riparatorie e di riequlibrio”.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
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