Mara Tempora – Repubblica.it


Più della lite social tra Daria Nicolodi e Asia Argento. Più delle contumelie via social tra Barbara D’Urso e Mara Venier. Più dell’imminente diatriba tra la Paola Taverna che definiva una “merda” la fiducia posta da Gentiloni e la Paola Taverna ora che la vota al Governo Salvini. Più di tutto questo c’è l’affronto supremo, e reciproco, che il ministro della paura e Luigi Di Maio si sono rivolti ieri: andare in onda, sui social, in contemporanea.

Chi mastichi televisione (e dunque rischi un rapporto dialettico con l’alitosi) lo sa: controprogrammare è l’anima del successo. L’ascolto si misura sul filo dei minuti e vive di tecniche consolidate: tirare i fendenti più profondi quando l’avversario è più debole, coprire i neri, che in gergo significa essere accesi mentre gli altri vanno in pubblicità. E non quello che teme Salvini.
Per questo, mentre l’ex ragazzo immagine della Padania spiegava che Minniti non aveva fatto accordi per i rimpatri e che lui era andato in Ghana «ma non abbiamo firmato accordi», in una plateale crasi tra Charles De Gaulle e Louis De Funes, Di Maio lo controbatteva lanciando il suo #bastaimpuniti con una carrambata notevolissima: le spiegazioni sul presunto abuso edilizio del padre, sorta di “C’è posta per te” in cui la busta arriva dal catasto.

Se sia il segno di una divisione più profonda (entrambi hanno assicurato di no, dunque è sì) non è dato sapere. Né quali siano i dati di ascolto, anche se – tutto vero – si contano 222.000 visualizzazioni social per il Capitano e 187.000 per il Caporalmaggiore.

Ma già i rispettivi think tank, guidati rispettivamente da Luca Morisi e dal ragazzo ciccione di Saluta Andonio, sono al lavoro per le prossime sfide live, alla ricerca di colpi di scena che certifichino chi dei due deve tenere in mano il joystick di Conte.

La prossima “live” di Salvini dovrebbe essere introdotta da Toni Iwobi, senatore nero della Lega, che saluta la famiglia, assicura che lo trattano bene e dice che spera di essere liberato a breve. Per Di Maio si parla di un video in cui Xi Jinping, curiosamente doppiato da una voce che sembra quella di Tony Nelli, ringrazia l’amico Gigi e rivela che tra loro si chiamano per nome dacché il vicepremier italiano, credendo di firmare la ricevuta per gli extra dell’hotel, gli ha ceduto gratuitamente Molise e Basilicata. Colpi notevoli. Ma la sfida per la miglior diretta è appena iniziata.


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Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
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