Melbourne, la vittima è il noto ristoratore italiano Sisto Malaspina. Il cordoglio di Russell Crowe: “Il mio cuore si spezza”


E’ di origini italiane la vittima dell’attacco terroristico di Malbourne messo in atto da un seguace dell’Isis che ha ucciso a coltellate un uomo, Sisto Malaspina, 74 anni, proprietario di uno dei ristoranti più famosi della città, ferendo altre due persone. Sisto Malaspina, titolare del Pellegrini’s Café, era molto conosciuto e anche Russell Crowe ha voluto dedicare un omaggio su Twitter al proprietario del locale italiano diventato un’istituzione per aver fatto conoscere il caffè espresso in città. Tanti i servizi giornalistici che in queste ore vengono dedicati alla figura di Malaspina, arrivato al successo dopo essere emigrato in Australia a 18 anni.

Melbourne, la vittima è il noto ristoratore italiano Sisto Malaspina. Il cordoglio di Russell Crowe: "Il mio cuore si spezza"

Sisto Malaspina protagonista di un documentario

L’uomo che venerdì a Melbourne ha incendiato il suo pick up auto e aggredito con un coltello passanti e poliziotti, nel 2015 aveva avuto il passaporto ritirato perchè aveva espresso l’intenzione di andare a combattere con l’Isis in Siria. Ma nonostante questo,  non era sotto il controllo attivo dell’intelligence australiana. Una decisione, ha spiegato il vice commissario della polizia federale, Ian McCartnery, dovuta al fatto che “nonostante avesse opinioni radicalizzate, non poneva una minaccia alla sicurezza nazionale”.

Hassan Khalif Shire Ali ha lanciato il suo pick up contro l’area commerciale di Bourke Street, nel centro della città, intorno alle 16.20 locali, mattina presto in Italia. Poi dato fuoco al mezzo e si è scagliato a colpi di coltello contro i passanti, uccidendo Malaspina che secondo i testimoni si era avvicinato per prestare soccorso. Tanti i fiori lasciati da amici e clienti davanti al suo ristorante. E tanti i messaggi di cordoglio, tra i quali i cartelli dei suoi dipendenti. “Ti sei preso cura di noi e ci hai sempre trattato persone di famiglia”.
 


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Mario Calabresi
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