Prescrizione, vertice a Palazzo Chigi. Trovato accordo


ROMA – Si è concluso il vertice di governo per sciogliere il nodo della prescrizione che sta mettendo alla prova la tenuta del governo gialloverde. Dopo giorni ad alta tensione si sono confrontati per meno di un’ora il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, titolare del ddl anticorruzione in cui il M5S ha inserito, con un emendamento, il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna che di assoluzione.

La Lega, sinora, ha fatto muro: “Una soluzione si troverà ma nell’ambito di una riforma complessiva del processo penale” ha ribadito Salvini. Di Maio, in un’intervista a Il Fatto, ha confermato l’avanti tutta sulla prescrizione dicendosi fiducioso sul raggiungimento di un’intesa: “Nelle ultime ore sulla prescrizione mi sono arrivati solo segnali positivi. Bisogna trovare la quadra”. Ma il vicepremier M5S, ribadendo che la prescrizione è nel contratto e “va fatta”, ha tuttavia avvertito l’alleato: “L’accordo si deve trovare, perché il ddl con la prescrizione va votato in aula alla Camera il prima possibile, altrimenti salta il contratto di governo”.

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A Montecitorio, intanto, è iniziata la seduta delle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera. I deputati sono chiamati a votare l’ampliamento del perimetro del ddl anticorruzione al tema della prescrizione. Ma le opposizioni, con una serie di interventi sull’ordine dei lavori, stanno praticando una sorta di ostruzionismo. Il deputato forzista Enrico Costa ha denunciato l’assenza del Guardasigilli: “Bonafede diserta la commissione e partecipa a vertici politici di maggioranza che i media riferiscono essere oggetto proprio dei lavori della commissione. Il ministro della Giustizia non può svilire il lavoro di una commissione che da giorni è ostaggio di una “bomba atomica” quale è la richiesta di cancellare l’istituto della prescrizione. Abbiamo il diritto di confrontarci con lui e di avere da lui risposte dirette alle nostre osservazioni”. Roberto Speranza di Liberi e Uguali ha gridato al “colpo di mano”: “Questa materia stravolge l’assetto dell’ordinamento giuridico di questo Paese.Chiedo che non si proceda sull’allargamento di questo perimetro”.

 


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Mario Calabresi
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