Reddito cittadinanza, per il lavoro tutti a caccia del ‘Navigator’ di Di Maio


“Navigator fa parte del programma di assunzioni che faremo. Li selezioniamo con un colloquio per trovare altre persone con alto profilo per seguire i giovani che hanno perso il lavoro”. Lo annuncia il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, durante la registrazione della puntata di Porta a Porta, parlando di reddito di cittadinanza.

“Questo – aggiunge – è un Paese che quando si parla di lotta alla povertà sono tutti d’accordo, ma su questo strumento ci sono migliaia di critiche. Io sto portando in Italia uno strumento che funziona in tutti i Paesi europei e deve funzionare anche in Italia”.

Chi si rivolgerà ai centri dell’impiego avrò dall’altra parte la figura del “Navigator” che “lo prenderà in carico”, spiega il ministro. Una figura che “selezioneremo con un colloquio” e “deve essere in grado di seguire chi ha perso il lavoro, formarlo e reinserirlo nel mondo del lavoro”. La platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, secondo Di Maio, ammonterà a 5 milioni di persone. “La figura del navigator”, in sostanza, “si prenderà in carico” la persona in cerca di lavoro.

“La formerà e la orienterà in modo che l’azienda la possa assumere senza doverla formare”. “La formazione – ha dichiarato – non necessariamente deve essere formata nei centri per l’impiego; può esserlo in un centro privato, in una azienda. L’importante è che la persona che orienta il disoccupato venga pagato in base al numero delle persone orientate”.

Non è la prima volta che il vicepremier grillino ne parla. Come riferisce l’agenzia Dire, Di Maio aveva annunciato la sua idea a Radio Radicale il 26 novembre. Nelle misure relative al reddito di cittadinanza, misura bandiera M5S nella manovra, “I centri per l’impiego dovranno essere ristrutturati – aveva dichiarato in quell’occasione – e ci mettiamo un miliardo l’anno. La cosa su cui stiamo investendo, però, è il cosiddetto tutor o navigator”. 

In poche parole, spiega il ministro, il “tutor o navigator” associato a un individuo che abbia diritto al reddito di cittadinanza “lo raggiungerà dovunque egli sia”, lo spingerà seguire le prassi necessarie per trovare un lavoro o formarsi e “prenderà un bonus se farà assumere quella persona”.

Lo stesso “tutor o navigator” poi, “sarà lui a farmi la scheda, come ministro del Lavoro”, per segnalare eventuali inadempimenti. Naturalmente, riconosce Di Maio, per creare la platea sufficiente di “tutor o navigator” per seguire i percettori della misura, “ovviamente faremo un piano di assunzioni straordinarie”.

Il reddito di cittadinanza secondo i numeri

Grazie ai 10 miliardi destinati a reddito e pensione di cittadinanza si raggiungono circa 2 milioni e mezzo di italiani con un assegno da 780 euro. Ovvero poco più di un terzo, il 38% circa, dei 6 milioni e mezzo di cittadini destinati ad uscire per sempre dalla povertà (come dichiarato di recente dal vicepremier Luigi Di Maio).

Se invece si tengono per buoni i 6 milioni e mezzo evocati dal ministro, allora la matematica è ancora più spietata: fanno 128 euro a testa. Un aiuto, senz’altro. Ma non è la fine della povertà.
 

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Mario Calabresi
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