Regno Unito, la proposta dei Verdi: un governo di dieci donne per fermare la Brexit


LONDRA – Un governo di dieci donne per fermare la Brexit. È la proposta sensazionale forse in grado di accendere l’entusiasmo del fronte filoeuropeo in Gran Bretagna. La lancia Caroline Lucas, deputata dei Verdi, alzando il livello del dibattito sulla sfida finale che si profila fra tre settimane a Londra. Alla riapertura del parlamento, infatti, l’opposizione laburista chiederà di mettere ai voti la fiducia al neonato governo di Boris Johnson.

È molto probabile che il premier verrà sfiduciato, perché ormai alla camera dei Comuni si ritrova con una maggioranza di un solo seggio. A quel punto, però, secondo quanto filtra da Downing Street, Johnson rifiuterà di dimettersi subito come vorrebbe la prassi e cercherà di spostare la data delle elezioni anticipate a dopo il 31 ottobre, la scadenza già fissata (dopo un paio di rinvii) per l’uscita di questo paese dall’Unione Europea.

La sua strategia è andare al voto dopo avere realizzato la Brexit, anche con il famigerato “no deal”, ossia senza accordi con Bruxelles, nonostante tutti gli esperti lo considerino uno scenario da disastro nazionale: chiamerebbe il popolo alle urne nei giorni successivi, forse addirittura l’1 novembre, nella speranza di vincere prima che le conseguenze negative del divorzio dalla Ue diventino realtà.

Ma c’è un’alternativa: dopo il voto di sfiducia, il parlamento ha due settimane di tempo per verificare se esiste un’altra maggioranza. Sulla carta potrebbe anche esserci spazio per un governo di unità nazionale contro la Brexit, sommando i seggi di Labour, indipendentisti scozzesi e liberaldemocratici, più qualche ribelle moderato conservatore. Per il momento, tuttavia, non sembra facile che si mettano d’accordo per governare insieme.

Il dissidio principale verte su chi farebbe il primo ministro, posto che il laburista Jeremy Corbyn pretende per sé. La proposta della verde Lucas spariglia le carte: la premier sarebbe lei e nel suo esecutivo conterebbe più il sesso dell’appartenenza ai partiti. Tutte donne: da Emily Thornberry, la numero tre del Labour, a Jo Swinson, nuova leader lib-dem, a Nicola Sturgeon, premier del governo autonomo scozzese.

Magari sarà solo il sogno di una domenica di mezza estate, per dirla con Shakespeare. Se diventasse realtà, tuttavia, sarebbe il primo governo di sole donne al mondo. E potrebbe, chissà, fare venire idee analoghe anche ad altre latitudini.
 


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Carlo Verdelli
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