Sardegna domenica alle urne per le amministrative. A Cagliari assenti i 5Stelle. Si vota anche a Sassari e Alghero


Ultimo giorno di campagna elettorale in Sardegna per le amministrative di domenica 16 giugno, mentre ancora tiene banco la polemica sul tentativo di ripristinare i vitalizi regionali. Poi il giorno del silenzio e quello del voto (urne aperte dalle 7 alle 23). L’eventuale ballottaggio sarà l’ultima domenica di giugno, il 30.

Per la Lega sarà un nuovo test dopo il successo alle Europee in Sardegna. Le sfide più attese sono: Cagliari, Sassari e Alghero. In tutto 28 i comuni (trencentonovantamila elettori, centocinquamila nel capoluogo regionale) che vanno verso il rinnovo di consiglio comunale e del sindaco, altri due – oltre alle tre città – hanno più di 15mila abitanti, sono Sinnai e Monserrato nella cintura cagliaritana. Per loro varrà il voto disgiunto: per un candidato e per una lista avversaria. Sul fronte preferenze si possono indicare due nomi – della stessa lista, purché di sesso differente. Assente, ed è la quinta volta consecutiva, il piccolo comune Austis, nel Nuorese: ci sarà ancora un commissario.
 

A Cagliari la contrapposizione si è ristretta tra centrosinistra – alla guida della città da otto anni – e centrodestra. Assente il Movimento 5 stelle con il dietrofront sul rush finale: il candidato, scelto tra mille mal di pancia degli attivisti, è stato silurato da Roma dopo le polemiche su alcune frasi antiabortiste. Sarà dunque importante capire come si schiererano gli elettori M5S. Vincitrice delle primarie di coalizione, già assessora all’Urbanistica della giunta guidata da Massimo Zedda, Francesca Ghirra, quasi 41 anni, è la candidata per il centrosinistra: sarebbe la prima sindaca della storia. Il suo motto è “Scegli lei”, a suo sostegno in sette: Pd, Campo progressista e ben cinque liste civiche. È considerata l’erede di una stagione, quella che dal 2011 vede Zedda al governo di Cagliari (aveva sfidato – e battuto – alle primarie Antonello Cabras, pezzo da novanta del Pd isolano).

Da allora è trascorso un mandato e mezzo – il secondo, nel 2016 vinto al ballottaggio grazie anche al Psd’Az ora in Regione con la Lega – fino alla scelta fatta a marzo da Zedda di guidare l’opposizione in consiglio regionale. Continuità con attenzione alle periferie e alla riqualificazione urbanistica, diritti, parità di genere: alcuni dei punti chiave della campagna elettorale. Per lei anche la visita del segretario nazionale dem Nicola Zingaretti, una differenza sostanziale rispetto ai precedenti tre voti cagliaritani nel 2019: suppletive per la sostituzione di Andrea Mura (dimissionario del M5s) , regionali ed europee.

Dall’altra parte Paolo Truzzu, Fratelli d’Italia, 47 anni, già consigliere regionale rieletto. Niente primarie per lui e una scelta accettata in terra sarda a denti stretti. Il nome, pur locale e noto – infatti – è stato calato da Roma. Quasi a ridosso del risultato regionale è stato deciso dai vertici di centrodestra: Forza Italia, Lega e Fdi. Non verrà per lui Matteo Salvini, leader del Carroccio, in compenso in città gira il camion vela che invita a votare Lega alle comunali di Cagliari (assente il nome del candidato).

Sardegna domenica alle urne per le amministrative. A Cagliari assenti i 5Stelle. Si vota anche a Sassari e Alghero

Il camion elettorale che invita a votare Truzzu con la foto di Salvini

E arriva Giorgia Meloni. Nel programma Truzzu punta all’ala moderata del centrodestra: lo slogan è Cagliari mi sta a cuore. Si può fare di più, i temi per il rilancio di Cagliari passano da progetti strategici, oltre a sicurezza e al tam tam del porta a porta – servizio della raccolta rifiuti completato di recente – e ancora non del tutto digerito dai cagliaritani tra disguidi e polemiche. Un trascorso recente da ex sentinella in piedi, è sostenuto ora da uno schieramento di undici liste che ricalca quello delle regionali: anche i sardisti e Riformatori, più le civiche. Ripescato infine dal Tar dopo un’esclusione Angelo Cremone, 67 anni, ambientalista noto e combattivo di Portoscuso, Sulcis. La sua Verdes per Cagliari pulita introduce e difende i temi ecologici declinati in chiave cittadina. È incognita sugli attivisti del Movimento 5 stelle e sull’utilizzo consentito del voto disgiunto.
 
Partita ben più affollata, invece, a Sassari – storicamente del centrosinistra in sella da 14 anni. Si sfidano in sette con un passo indietro importante: quello del sindaco uscente Nicola Sanna, 56 anni, agronomo, tra le file del Pd a corrente alternata. Dopo il risultato deludente delle regionali (non eletto consigliere) aveva annunciato con forza le dimissioni, poi ritrattate. A tener banco in città: la sicurezza, soprattutto nel centro storico, la metropolitana di superficie e la zona a traffico limitato. Mariano Brianda, magistrato di 65 anni è quindi il candidato per il centrosinistra: dopo incertezze e documenti unitari. Per lui: Pd, Campo progressista e tre civiche. L’uomo del centrodestra è Mariolino Andria, geometra di 55 anni, scelto dalla coalizione nonostante i piedi puntati di Forza Italia, alla fine rientrata nel gruppo insieme a sardisti, leghisti, Fratelli d’Italia, Riformatori e Sardegna20 legata agli azzurri. Per il Movimento 5 stelle c’è Maurilio Murru, impiegato di 45 anni, già combattivo consigliere comunale.

L’ala indipendentista è rappresentata dalla docente universitaria di Microbiologia, Marilena Budroni con una civica. Punta a un ritorno l’ex senatore Pdl e sindaco Nanni Campus, medico chirurgo, ma senza legami – sostiene – con i partiti: tre le sue liste. E infine il Partito Comunista che schiera Giuseppe Doneddu. Rappresentanti grillini anche a Sinnai, Monserrato e Alghero dove Roberto Ferrara compete con Mario Conoci (asse sardo-leghista) e il sindaco uscente Mario Bruno (ex Pd poi riammesso per il centrosinistra). Per questo giro di amministrative però, dopo i risultati deludenti di questi mesi, non si è ancora vista l’apertura alle altre civiche, annunciata dal leader Luigi Di Maio.
 
 


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