“Scarabocchiare non è un crimine”: la campagna social per liberare le studentesse arrestate in Burundi


“Liberate le nostre ragazze”. Armati di foto e ironia, gli utenti di Twitter si sono mobilitati per la causa di tre studentesse arrestate in Burundi per aver imbrattato sui libri di testo le foto del presidente Pierre Nkurunziza. La campagna è stata lanciata con l’hashtag, #FreeOurGirls. 

Nkurunziza viene ritratto come un pagliaccio, come il cattivo di un fumetto o con la parrucca viola di capelli di una donna: il senso è lo stesso, non si puà rischiare il carcere per uno scarabbocchio.

Le ragazze, che hanno 15 e 16 anni, sono state accusate la scorsa settimana di aver insultato il capo dello Stato e rischiano fino a cinque anni di carcere. Altri quattro studenti che erano stati fermati con loro sono stati rilasciati.

Human Rights Watch ha chiesto al governo di rilasciare subito le studentesse, denunciando gli abusi e le violazioni dei diritti umani sempre più frequenti nel Paese governato col pugno duro da Nkurunziza. “Le autorità dovrebbero concentrarsi sul perseguire i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani invece di punire gli scolari per gli scarabocchi” ha detto il direttore della sezione di Human Right Watch per l’Africa Centrale, Lewis Mudge.

 


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