Staffetta in cielo, cinque asteroidi in quattro giorni


FOLLA di asteroidi nel cielo del weekend: inizia oggi una staffetta di quattro piccoli corpi celesti, dal diametro compreso fra 7,9 e 30 metri, che culminerà il 12 novembre con il cosiddetto asteroide di Halloween, 2015 TB145, che torna a salutare il nostro pianeta dopo 3 anni, passando a un terzo della distanza fra la Terra e il Sole. Una distanza di sicurezza, come quella degli altri quattro sassi cosmici, come indica il centro della Nasa per lo studio degli oggetti vicini alla Terra, i Neo (Near Earth Objects).

Il primo, 2018 VA2, ha fatto capolino nella notte tra l’8 e il 9 novembre alla distanza di circa 718.000 chilometri. Gli altri tre lo seguiranno sabato 10. Il più vicino sarà 2018 VX1: passerà a circa 381.000 chilometri, non lontano dalla Luna e sarà anche il più piccolo, con un diametro fra 7,9 e 18 metri. Si troverà alla minima distanza alle 19:20 italiane. Lunedì è atteso l’asteroide di Halloween, chiamato così nel 2015 perché è arrivato la prima volta il 31 ottobre 2015 e per la forma simile a un teschio.

Sarà possibile seguire da casa in streaming il passaggio dell’asteroide più vicino del gruppo dei 5, 2018 VX1, a partire dalle 19,00 di sabato 10 novembre grazie al Virtual Telescope Project. “Alle 19:20 l’asteroide si troverà tra le stelle della costellazione Cefeo, che lo ospiterà quando sarà alla minima distanza dalla Terra”, ha spiegato l’astrofisico  Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. L’asteroide di Halloween 2015 TB145, invece, stavolta saluterà il nostro pianeta da molto più lontano rispetto al passaggio di tre anni fa, quando si trovò alla distanza di 460.000

chilometri, poco oltre la Luna. Dal diametro di circa 400 metri, lunedì si troverà a 35-40 milioni di chilometri. “Sarà una sfida per gli astrofili riuscire a immortalare il suo passaggio, perché l’asteroide sarà molto basso, a 27 gradi dall’orizzonte, tra le costellazioni dell’Acquario e del Capricorno”, ha osservato Paolo Bacci, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai). “Non ci sono rischi per la Terra, almeno nei prossimi 100 anni, ma occorre monitorarlo perché potrebbe cambiare orbita”, ha chiarito.

Per Bacci, però, gli asteroidi sono importanti anche per un’altra ragione. “Non sono solo un potenziale pericolo, ma  una preziosa risorsa di minerali. Studiarne l’orbita è importante per progettare missioni che prelevino dal loro suolo materiali da riportare a Terra”, ha aggiunto. Ci vorrà però ancora tempo. Per il prossimo passaggio ravvicinato, ha concluso Bacci, “bisognerà aspettare il 23 ottobre 2085”.


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Mario Calabresi
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