ToDon’t, l’app antiproduttività: per assicurarsi di (non) raggiungere certi obiettivi


LA SCARICHI, la lanci e l’applicazione, che si chiama “ToDon’t”, mette subito in chiaro le cose: “Benvenuto nell’app che non ti chiede di fare assolutamente nulla e ti aiuta a farlo”. In realtà, qualcosa da fare c’è, su questa bizzarra applicazione per iOS e il browser Google Chrome. “Tutto ciò che devi fare è aggiungere elementi ogni giorno, elencando le cose che non vuoi assolutamente fare”. Tutto inizia a essere più chiaro: sull’onda dei programmini inutili, ToDon’t da una parte fa ironia sulla montagna di app dedicate alle cosiddette “to do list”, all’organizzazione della giornata, all’elencazione delle incombenze. Programmini che dovrebbero aiutarci a essere più produttivi ed efficienti. Dall’altra vuole davvero funzionare da divertente antistress.
 
Cosa accade? Qualcosa che – chi si ricorda l’allucinante Yo oppure Binky, l’antisocial senza utenti? – non serve assolutamente a nulla. Ogni tanto l’applicazione, che traccerà tutte le attività inserite che non si vuole assolutamente fare invierà agli utenti una notifica per così dire demotivazionale. Qualcosa tipo: “Congratulazioni! Non hai fatto nessuna di quelle cinque cose per cinque giorni di fila”. Che poi uno non le abbia fatte davvero è tutto da vedere: l’importante è provarci.
 
Graficamente è semplice ma curiosa. Una sorta di blocco note digitale in cui elencare tutti gli obiettivi che l’utente non ha assolutamente voglia di raggiungere. Può trattarsi di una cattiva abitudine come mangiarsi le unghie, di una questione più filosofica relativa alla propria esistenza, di un piatto poco salutare di cui si p ghiotti ma da evitare, qualche chilo da non prendere, una discussione o una persona da schivare il più possibile. Ciascuno ha i suoi piccoli-grandi spettri quotidiani che, come cambia strada di fronte a un vicino antipatico, tenta di non raggiungere mai. Una volta inserito un primo “non-obiettivo”, chiamiamolo così, l’app chiede l’autorizzazione a inviare le notifiche per ricevere ogni giorno una sorta di report su ciò che non è stato fatto il giorno prima. 
 
Un’altra app antiproduttività con cui non si può fare nient’altro, messa a punto da una piccola società, Burrow, già nota per gli strani programmini lanciati. Dalla Couch Potato app a Lunchblocker, il font Times Newer Roman e Alexa skill Away Mode. Marketing, umorismo intrattenimento, uno dei canali sempre più presidiati dalle applicazioni. In fondo, non era forse Steve Jobs a sostenere che “le più importanti decisioni non sono le cose che fai ma quelle che decidi di non fare”?
 
 
 

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Mario Calabresi
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